ACCEDI
0,00 / 5 (0 voti)
Il cervello umano è l’organo più complesso, misterioso e potente del nostro corpo1

Composto da circa 86 miliardi di neuroni che comunicano tra loro tramite innumerevoli connessioni, consentendoci di pensare, sentire, ricordare e muoverci nel mondo.1

Nonostante rappresenti solo il 2% del peso corporeo totale, il cervello consuma circa il 20% dell’energia prodotta dall’organismo, segno dell’elevata attività metabolica necessaria per mantenere le funzioni cognitive e vitali.2

La vera “centrale operativa biologica”3

Questa rete complessa di cellule nervose e connessioni permette al cervello di coordinare ogni funzione.3
Spesso non ci pensiamo, ma è il cervello che rende possibile tutto ciò che siamo e facciamo: la memoria, il linguaggio con cui ci esprimiamo, il controllo del movimento e dell’equilibrio che ci permettono di muoverci nel mondo. È il cervello che regola pensieri ed emozioni, che governa il sonno, che ci consente di lavorare, studiare, prendere decisioni, prenderci cura degli altri e di noi stessi.3
Ogni gesto quotidiano, ogni relazione, ogni progetto nasce lì, in questa straordinaria architettura invisibile che ci accompagna per tutta la vita.3

I fattori che mettono a rischio il cervello4

La salute del cervello può essere influenzata da diversi fattori, molti dei quali sono legati al nostro stile di vita e all’ambiente in cui viviamo.4
Conoscere e non sottovalutare questi rischi significa avere la possibilità di intervenire in modo consapevole e proteggere il cervello lungo tutto l’arco della vita.4

Ipertensione, diabete e colesterolo alto compromettono la circolazione sanguigna, riducendo l’apporto di ossigeno e nutrienti al cervello.4

A questi si aggiungono fattori ambientali, come l’inquinamento atmosferico e il rumore costante, e fattori sociali, come l’isolamento e la solitudine.4

Sedentarietà, fumo e un consumo eccessivo di alcol aumentano il rischio di ictus, declino cognitivo e disturbi dell’umore.4

Fattori biologici e genetici: età, predisposizione genetica e alcune condizioni neurologiche possono aumentare il rischio di malattie cerebrali. Anche se non modificabili, la loro conoscenza aiuta a intervenire precocemente.6

Dormire poco o male ostacola i meccanismi di recupero e consolidamento della memoria, mentre lo stress cronico può alterare l’equilibrio emotivo e le funzioni cognitive.4,5

Coltiva la salute del tuo cervello

Con il passare degli anni il cervello cambia: alcune connessioni diventano meno efficienti, influenzando memoria e capacità di ragionamento. È un processo naturale, ma possiamo fare molto per rallentarlo. Adottare il prima possibile stili di vita sani come muoversi, dormire bene, mangiare in modo equilibrato, restare mentalmente e socialmente attivi, aiuta a mantenere il cervello più forte più a lungo e a ridurre il rischio di disturbi cognitivi.4,7

Un cervello in salute non serve solo a ricordare o a pensare meglio: è alla base del nostro equilibrio emotivo, delle relazioni con gli altri e della capacità di affrontare lo stress della vita quotidiana.4

Per questo, in occasione della Brain Awareness Week 2026, Pubblicità Progresso in collaborazione con la Società Italiana di Neurologia (SIN), supportata da Lundbeck Italia, promuovono la campagna “Coltiva la salute del tuo cervello” con l’obiettivo di mettere il cervello al centro del racconto pubblico.
Un invito a cambiare prospettiva e a riconoscere che prendersi cura del cervello vuol dire investire nel futuro.

Un messaggio di grande impatto che porta il tema della salute del cervello nelle case degli italiani, contribuendo a diffondere consapevolezza e a superare stigma e disinformazione.

Neuroplasticità e riserva cognitiva8

Il cervello mantiene la capacità di adattarsi e riorganizzarsi per tutta la vita grazie alla neuroplasticità, ovvero la sua abilità di modificare connessioni e circuiti in risposta all’esperienza, all’apprendimento e all’ambiente.8
La riserva cognitiva, concetto sviluppato dal neuroscienziato Yaakov Stern, indica la capacità di alcune persone di tollerare meglio i cambiamenti cerebrali legati all’età o alle patologie grazie a esperienze di vita ricche e stimolanti (educazione, lavoro, hobby cognitivi).8

FONTI

1. Gagnon N. Clin Neuropsycho. 2023;6:5.
2. Raichle ME, Gusnard DA. Proc Natl Acad Sci U S A. 2002;99(16):10237-10239.
3. Eduardo R, et al. J Cogn Neurosci J. 2025;8:1.
4. World Health Organization (WHO). Optimizing brain health across the life course: WHO position paper. 
Geneva: World Health Organization; 2022. Disponibile al sito: https://www.who.int/publications/i/item/9789240054561. 
Data di ultimo accesso: 16/03/2026.
5. Gazerani P, et al. Brain Res. 2025;1858:149643.
6. Ogonowski NS, et al. Transl Psychiatry. 2024;14(1):185.
7. Navakkode S, Kennedy BK. Front Aging Neurosci. 2024;16:1428244.
8. Stern Y. Lancet Neurol. 2012;11(11):1006-12.

CONTENUTI CORRELATI

Condividi

X
Email
LinkedIn
Facebook